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"Anatomia dei Processi di Norimberga" di Telford Taylor

Gli dei che cadono fanno un fragore tale che può addirittura diventare facile avere un atteggiamento pietoso per la loro improvvisa vulnerabilità. Dal 1945 al 1949 a Norimberga il fracasso andò in scena in tutto il suo tragico splendore, mentre fu molto più attenuato il sentimento che avrebbe concesso umanità a chi aveva deciso di condannare l’intero genere umano all’orrore nazionalsocialista.

"Le intermittenze della Morte" di Josè Saramago

Possibile scrivere che l’avanguardia letteraria contemporanea sia capitanata da un autore portoghese di 83 anni, a suo tempo premiato col Nobel, e non temere di poter essere smentiti tanto facilmente se non con la citazione di qualche carbonaro dell’Ohio o di un figlio delle catene montuose scozzesi? Possibile che se vogliamo leggere qualcosa di stilisticamente fresco e concettualmente coraggioso dobbiamo ricorrere a José Saramago per non restare delusi? “Le intermittenze della morte”, nuova fatica dello scrittore di Azinhaga, intanto fa il suo per chi lo ha scritto, e se questi tempi sono tempi in corsivo altri rispondano.

"Gli inquilini di Dirt Street" di Derek Raymond

Il più nero di tutti. Il fratello sporco di Celine, il netturbino che a Capodanno spazza le strade con le mani. Derek Raymond da undici anni non può più scrivere un rigo, ma in quella sua personale e adrenalinica (se non proprio lisergica) avventura chiamata esistenza sul pianeta terra ha scritto così tanto che qualche inverno dovremmo ancora passarlo bene. E comunque, il giorno in cui gli archivi saranno svuotati, ci sentiremo fottutamente orfani.