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"Alwyn: Sinfonia n. 4, Sinfonietta" Naxos – DDD

  • Written by Marco Di Vaglionere
  • Published in Musica
"Alwyn: Sinfonia n. 4, Sinfonietta" Naxos – DDD "Alwyn: Sinfonia n. 4, Sinfonietta" Naxos – DDD

Se escludiamo pochi autori abbastanza noti quali Elgar, Holst, Britten e Lloyd-Webber e qualcun altro meno conosciuto, come Tippett, Vaughan Williams e Walton, la musica britannica degli ultimi due secoli continua a rappresentare per il grande pubblico un vero e proprio oggetto misterioso.

E' quindi degna di segnalazione la recente uscita del quarto cd che la Naxos rivolge alla musica di William Alwyn (1905-1985), nell'ambito di una collana dedicata ai compositori inglesi del XX secolo.

Alwyn nacque nel 1905 a Northampton, cittadina più nota per la produzione di stivali che per la vita artistica.
Non bisogna meravigliarsi, quindi, se la banda del paese rappresentò la sua iniziale fonte di musica, e lo strumento per il quale scrisse i primi brani, all'età di otto anni, fu l'ottavino, così come è quasi normale il fatto di aver appreso i rudimenti della musica da un calzolaio.

La famiglia Alwyn non aveva tradizioni musicali, ma il padre di William, commerciante in generi alimentari, amava molto la letteratura al punto da chiamare il suo negozio "Shakespeare Stores" e far stampare, sui sacchetti con i quali incartava la merce, citazioni tratti dai capolavori del poeta inglese.
La sensibilità paterna fu sicuramente decisiva per il prosieguo degli studi del giovane William, che ebbe la possibilità di iscriversi alla Royal Academy of Music di Londra per studiare flauto, il che significava percorrere, almeno due volte alla settimana, circa 200 chilometri.

Grazie ad una borsa di studio Alwyn iniziò a studiare anche Composizione con J. B. Mc Ewen, insegnante di ampie vedute, che lo introdusse alla musica dei contemporanei (Stravinsky, Schönberg, Szymanowski) ed alla filosofia, trascurando però di approfondire la materia dal punto di vista tecnico.
Importante fu anche il suo incontro con sir Henry Wood, direttore dei famosi "Promenade Concerts", che si tenevano alla Royal Albert Hall di Londra, spesso dedicati a "prime" dei più prestigiosi autori dell'epoca.

Alwyn suonò nella sua orchestra e ciò gli permise, allo stesso tempo, di avere una vasta panoramica della musica del tempo e poter contare su qualcuno che desse risalto alle sue nuove composizioni.

Quando, alla fine degli anni '30, cominciò ad avere successo in Europa, il musicista britannico si rese conto dell'incompletezza delle sue nozioni teoriche, per cui si immerse nello studio delle partiture dei grandi musicisti e questi ulteriori approfondimenti furono alla base di una serie di composizioni di stile "neoclassico". A partire dal 1936, Alwyn scrisse anche colonne sonore per film e documentari, che raggiungeranno a fine carriera un numero considerevole e contribuiranno a consolidare la sua fama, almeno presso il pubblico inglese.

Non ancora soddisfatto per il suo modo di comporre, negli anni '50 Alwyn fu attratto dalla musica esotica e, in particolare, da quella indiana, presa come punto di riferimento per elaborazioni personali. Gli ultimi venticinque anni, trascorsi nella quiete di Blythbough, nel Suffolk, videro il musicista concentrarsi soprattutto sul genere operistico e portare a termine due lavori, "Juan, or the Libertine" e "Miss Julie", per i quali scrisse anche il testo, mettendo in pratica le sue concezioni relative alla completezza culturale che un autore di musica deve possedere.

A completamento della biografia, ricordiamo la sua attività di docente di Composizione alla Royal Academy of Music dal 1926 al 1955, la partecipazione a organismi musicali di rilievo ed il contributo decisivo nella fondazione dell' "Associazione dei Compositori della Gran Bretagna".
Contemporaneamente fu anche critico musicale, poeta, traduttore di poesie, scrittore (nel saggio "Dafne, o la ricerca della bellezza" descrisse la sua idea di estetica musicale) e pittore.
Ritornando al recente disco della Naxos, esso comprende la "Sinfonia n. 4" (1959) e la "Sinfonietta per orchestra d'archi" (1973).

Nel primo caso siamo di fronte alla chiusura di un ciclo, aperto nel 1948, costituito da quattro sinfonie, legate fra loro dalla presenza di un motivo ricorrente, che raggiunge l' apoteosi nel "maestoso" posto al termine della "Sinfonia n. 4".
Inoltre il brano è fortemente indicativo del modo di comporre di Alwyn, fautore di un'orchestrazione "per blocchi", che valorizza ogni sezione ed ogni singolo strumento al suo interno, al fine di ottenere motivi caratterizzati da una complessità sonora di notevole impatto.

Vanno inoltre notate alcune affinità con Holst ed un uso di ottoni e percussioni che rimanda alle atmosfere delle colonne sonore.
Diverso il discorso relativo alla "Sinfonietta per orchestra d'archi", di ascolto maggiormente complesso, appartenente all'ultimo periodo della produzione di Alwyn, quando l'autore era quasi totalmente assorbito dalle fatiche operistiche.
Prendendo spunto da alcuni frammenti della "Lulù" di Alban Berg, autore da lui ammirato moltissimo, dette vita ad un brano ai limiti del dodecafonismo, dove si percepiscono anche echi di Schönberg ed un trattamento degli archi che ci ricorda Honegger, ma con un maggiore lirismo ed una minore tragicità.

Sempre al riguardo bisogna sottolineare una delle peculiarità che accompagnarono Alwyn lungo l'intera produzione, ovvero che, a fronte di una continua sperimentazione, egli non perse mai di vista il pubblico, fruitore ultimo delle sue creazioni e quindi degno del massimo rispetto.

Relativamente all'interpretazione, il disco rappresenta un'altra formidabile prova della Royal Liverpool Philharmonic Orchestra, diretta da David Lloyd-Jones che, se nella sinfonia evidenzia delle sezioni di ottoni e di fiati di valore mondiale, nella "Sinfonietta" può mostrare tutta l'abilità dei suoi archi.

Un ringraziamento va, infine, alla Naxos che, dedicando una serie di cd alla musica di Alwyn, evidenzia un autore i cui brani, come ha osservato il musicologo Malcolm Hayes, se ben analizzati, risultano molto più radicali rispetto a quelli di molti altri compositori che sono considerati, a torto, più innovatori di lui.

per ulteriori informazioni è possibile visitare il seguente sito internet:
www.naxos.com

Alwin - Scheda tecnica

Autore: William Alwyn (1905-1985)
Casa discografica: Naxos (collana 20th Century British)

Brani eseguiti
Sinfonia n. 4
Sinfonietta per orchestra d'archi

Interpreti
Royal Liverpool Philharmonic Orchestra
Direttore: David Lloyd-Jones